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Il viaggio dell’eroina

Con Il viaggio dell’eroina, la psicoterapista junghiana Maureen Murdock risponde a Il viaggio dell’eroe, nel quale Christopher Vogler – a partire dallo studio di miti di Joseph Campbell – analizza il percorso “iniziatico” compiuto da ogni protagonista di film per giungere a una nuova consapevolezza.
L’eroe dai mille volti è il titolo di uno dei libri di Campbell. Mille volti ma un solo genere, quello maschile. Le eroine del cinema sono per lo più figure femminili inserite nel ruolo tradizionale dell’eroe maschio (come in Charlie’s Angel, Lara Croft, Kill Bill), senza tener conto della radicale diversità di energie, desideri e bisogni.
La domanda della Murdock è: il viaggio dell’eroe è valido anche per la donna?
Modelli molto simili eppure molto diversi, nell’integrare i diversi archetipi l’eroe maschio mira ad acquisire lo status di leggenda dopo la morte, mentre l’eroina moderna aspira a un equilibrio psicologico durante la propria vita.


PRIMA FASE: LA SEPARAZIONE DAL FEMMINILE
Il viaggio dell’eroina comincia con un rifiuto dei tradizionali stereotipi femminili di debolezza, dipendenza ed emotività. Erin aspira all’indipendenza e cerca di inserirsi nel mondo del lavoro, tradizionalmente maschile. Il momento in cui la vicina di casa, che faceva anche da baby-sitter ai suoi figli, si trasferisce, rappresenta la separazione dall’archetipo femminile della Madre Dea: per quanto ami i suoi bambini, Erin vuole qualcosa di più dalla propria vita.

SECONDA FASE: L’IDENTIFICAZIONE COL MASCHILE
Erin trova nell’avvocato Ed Masry un nuovo mentore che la guidi nell’ambiente di lavoro, funzione propria dell’archetipo del Vecchio Saggio.

TERZA FASE: LA STRADA DELLE PROVE
Entrata nel mondo dell’avventura, l’eroina intraprende le prove per incontrare e integrare il suo Animus, gli archetipi delle forze maschili di determinazione, intelletto razionale e coraggio, ridimensionando quei “falsi miti” storicamente riferiti alle donne.
L’eroina uccide diversi tipi di mostri: il drago a due teste (Erin deve trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia); l’orrendo tiranno (la P.G.&E.); il cavaliere dalla scintillante armatura (l’amore romantico).
Erin, infatti, rifiuta che il suo compagno le metta dei limiti, e quando George le dà un ultimatum - «o trovi un altro lavoro o trovi un altro uomo» - lei risponde: «Come puoi chiedermi una cosa del genere? Questo lavoro, per me… per la prima volta in tutta la mia vita la gente comincia a rispettarmi. Se entro in una stanza, tutti si zittiscono per sentire se ho qualcosa da dire. Non mi era mai capitato finora, mai. (…) Quello che ho sempre fatto è stato piegare la mia vita adattandola ai bisogni che gli uomini decidono di avere. Beh, stavolta no, mi dispiace. Non lo faccio.»

QUARTA FASE: IL DONO ILLUSORIO DEL SUCCESSO
Pur avendo successo, l’eroina è delusa, soffre della “mistica da superdonna” e coltiva “false nozioni d’eroismo”, realizza di non poter eccellere in tutto (lavoro e famiglia) ma di dover rinunciare a qualcosa. Erin se ne rende conto quando George le dice che la sua bambina ha pronunciato la sua prima parola mentre lei era al lavoro.

QUINTA FASE: IMPARARE A DIRE NO
Dovendo ridimensionare le proprie ambizioni, l’eroina comincia a dire no non solo all’archetipo del Re, rappresentazione esteriore delle aspettative maschili, ma soprattutto al proprio “maschio interiore”, la parte onnipotente di sé. In Erin Brockovich il Re interiore non viene mai veramente affrontato: Erin si affanna sempre di più e diventa sempre più dura.

SESTA FASE: L’INIZIAZIONE E LA DISCESA VERSO LA DEA
L’eroina incontra poi una nuova versione dell’archetipo della Dea, dalla quale si era separata nel primo stadio. Erin conosce Donna, una madre malata di cancro: la battaglia legale nel mondo esterno è simbolica del conflitto interiore di Erin, madre sofferente poiché concentra tutte le energie nella carriera.

SETTIMA FASE: RICONNETTERSI COL FEMMINILE
Rendendosi conto di aver perduto una parte essenziale della sua identità di donna, l’eroina sente il bisogno di reintegrare l’archetipo dell’Anima: corpo, sentimenti, passioni ed emozioni femminili. L’anima di Erin è risvegliata quando si innamora di George.

OTTAVA FASE: GUARIRE LA FERITA DELLA SEPARAZIONE MADRE/FIGLIA
Il ricongiungimento dell’eroina con la Madre Dea avviene – nel modello della Murdock – tramite la mediazione di un archetipo di saggezza femminile. Erin non incontra una figura esterna, ma simbolicamente guarisce la propria ferita di separazione madre/figlia aiutando Donna a guarire e a ottenere un risarcimento economico appropriato.

NONA FASE: GUARIRE LA FERITA DEL MASCHILE
In Erin Brockovich, George rivela le qualità femminili tradizionalmente associate all’Anima, della quale porta la saggezza emotiva: l’ossessione di Erin per il lavoro sta disintegrando le sue relazioni con le persone più care.

DECIMA FASE: INTEGRAZIONE DEL MASCHILE E DEL FEMMINILE
Con l’integrazione dell’archetipo di sesso opposto, l’Eroina è pienamente sviluppata, “Signora dei due mondi”: ha avuto successo nel lavoro e pienezza negli affetti.