Image

La Cultura dell’Innovazione in Italia: Secondo Rapporto

Riconoscere e comprendere le dinamiche di genere rispetto alla percezione degli sviluppi tecnologici è il primo passo per l’adozione di misure volte a sostenere l’innovazione mediante la valorizzazione della componente femminile. Per questo futuro@lfemminile ha contribuito al 2° rapporto sulla Cultura dell’Innovazione in Italia, “Donne, scienza e tecnologia”, presentato a Roma il 3 giugno alla presenza del Ministro Brunetta.

Come nasce il progetto?
A partire dal 2009, il COTEC, la Fondazione per l’Innovazione Tecnologica presieduta da Giorgio Napolitano, realizza – in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR e il mensile Wired – un’indagine sulla diffusione della cultura dell’innovazione nella società italiana. La ricerca è mirata a individuare i valori guida (in chiave culturale, sociale e cognitiva) della creatività, dell’inventività e dell’apertura nei confronti delle nuove tecnologie presso i cittadini.

Edizione 2010
L’edizione 2010 è stata realizzata con il contributo di futuro@lfemminile, che ha curato e supervisionato i contenuti del questionario, sottoposto a oltre 11.000 persone su tutto il territorio nazionale.
Questo 2° rapporto, intitolato “Donne, scienza e tecnologia”, dedica dunque uno specifico approfondimento alle differenze di genere in relazione all’innovazione.
Grazie al know how e all’esperienza che futuro@lfemminile ha maturato in questi 8 anni di attività, l’indagine si è potuta focalizzare sulle principali differenze tra donne e uomini, di età compresa tra 30 e 44 anni, analizzandone la propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie. A partire da un campione di 4.000 cittadini, si è inteso conseguire una più approfondita conoscenza dei vincoli e degli ostacoli di tipo cognitivo e culturale (nonché dei luoghi comuni da sfatare) che agiscono nel rapporto tra donne e innovazione e le rappresentazioni collettive di uomini e donne relative agli aspetti chiave di questo rapporto.

Risultati dell’indagine
Dalla ricerca emerge che in buona parte dei casi le donne rivelano un atteggiamento di maggiore cautela rispetto agli sviluppi scientifici e tecnologici percepiti come più “rischiosi”, tendendo a valutare tali innovazioni come potenzialmente meno benefiche (con differenze, naturalmente, legate a ulteriori variabili quali ad esempio la regione di residenza e lo status sociale). Tali aspetti rivelano implicazioni anche nell’ambito delle condizioni occupazionali femminili, le quali presentano un grado di correlazione rispetto agli stereotipi di genere associati alla tecnologia nel mondo del lavoro.
Per esempio, se è vero che il 92% degli italiani ritiene che l’istruzione universitaria sia ugualmente importante sia per un ragazzo che per una ragazza, dalla ricerca emerge che il 29% sostiene che le donne siano più adatte allo studio delle discipline umanistiche piuttosto che di quelle scientifiche. Il 29% inoltre ritiene che in un momento di crisi sia più importante che siano gli uomini piuttosto che le donne a conservare il posto di lavoro; tuttavia, solo il 14,6% ritiene che gli uomini siano capi migliori delle donne e il 12,8% che siano migliori leader politici.

Puoi scaricare l’intero Rapporto cliccando nel riquadro in alto a sinistra.

Hanno partecipato:
Sveva Avveduto
– Direttore dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR, Rino Rumiati – Rappresentante del Comitato di esperti della Fondazione COTEC e Docente di Psicologia Generale all’Università degli Studi di Padova, Luciano Maiani – Presidente del CNR, Claudio Roveda – Consigliere Delegato e Direttore Generale della Fondazione COTEC, Salvo Mizzi – Telecom Italia.

A rappresentare futuro@lfemminile è intervenuto l’Amministratore Delegato di Microsoft Italia Pietro Scott Jovane, che ha sottolineato quanto la tecnologia stia cambiando le nostre vite e ci aiuti a migliorare il mondo in cui viviamo, a superare discriminazioni e disuguaglianze tra generi o razze, a valorizzare differenze e individualità e a spianare la strada alla nuova società digitale.