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Le donne nella ricerca scientifica

In Italia, nell’ultimo periodo, la situazione relativa alla scelta, da parte delle donne, di un percorso di studio tecnico-scientifico e alla possibilità di carriera nel medesimo settore hanno registrato segnali positivi.
Rispetto al 2009, la presenza femminile tra i laureati e i dottori di ricerca nei settori tecnico-scientifici è in leggero aumento.

Diamo qualche numero:

  • La percentuale di donne è passata dal 37% al 40% in settori quali matematica e informatica
  • Nell’area medico-farmaceutica, 2 donne su 3 sono i laureati/dottori di ricerca. 
  • Nel complesso il 51,7% dei dottori di ricerca è donna (confronto: media UE 44,2%; media OCSE 43,2%). Tuttavia, tale percentuale è ancora troppo esigua: si registra la presenza di una sola donna ogni tre ricercatori (33%, in leggera crescita).

Nei settori della scienza e della tecnologia si rileva che la presenza femminile supera il 50% solo nelle scienze biologiche, scende al 33% nelle scienze fisiche, al 31.6% in matematica e statistica e si attesta a solo il 18.6% nell'informatica e al 17.1% in ingegneria. (Fonte: Intervento del Sottosegretario al MIUR Giuseppe Pizza, in occasione del Convegno "Il mondo del lavoro delle donne: Università e Ricerca" presso l’Università degli Studi di Salerno – febbraio 2010).

Procedendo progressivamente nel percorso di formazione e nella carriera di ricerca la componente femminile tende ad assottigliarsi. Stando ai dati, le donne rappresentano ben il 60% rispetto alla totalità degli studenti laureati; la loro presenza si riduce però al 44% lungo gli step iniziali del percorso di ricerca, per poi scendere fino al 18% ai livelli di carriera più avanzati.

Nei settori tecnico-scientifici, meno di 1 professore su 10 è donna. (Fonte: Annuario Scienza e Società 2010, realizzato dal Centro di ricerca indipendente Observa-Science in Society).

L’impossibilità per le donne di arrivare a occupare i vertici delle istituzioni scientifiche rimane uno dei problemi di maggior gravità.

  • Tra i ricercatori italiani, le donne sono il 30%
  • Solo il 15% delle donne che lavorano negli istituti di istruzione superiore, il così detto livello ‘A’ ha raggiunto il livello accademico più alto. La partecipazione a commissioni decisionali e consigli gestionali, è tutt’oggi una prerogativa quasi esclusivamente maschile. 
  • Le retribuzioni delle nostre ricercatrici oltre a essere tra le più basse d’Europa, sono nettamente inferiori rispetto a quelle dei colleghi di sesso opposto con una differenza del 33,3%.