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Piano C

A Milano le donne hanno un Piano

Oltre 250 persone (90% donne) hanno partecipato al sondaggio promosso da piano C tra giugno e agosto 2012. Nonostante il 60% siano dipendenti d’azienda, ben il 99% trova che il coworking sia un modo di lavorare interessante, e il 79% ne sa già abbastanza da volerlo sperimentare in prima persona (il 21% vorrebbe prima capirne di più). Quasi il 90% dei rispondenti metterebbe in comune la propria rete di contatti con le altre coworker e l’80% vorrebbe partecipare ad incontri di gruppo e fare scambi di competenze. Il 65% dei rispondenti userebbe un servizio cobaby (il 16,5% vorrebbe prima saperne di più) e sarebbe disposto a spendere tra i 6 e gli 8 euro all’ora per farlo (72,3%).

Piano C è la prima esperienza in Italia e nel mondo di spazio di lavoro nato per “cambiare il lavoro”.
Il progetto pilota, dedicato alle donne (uomini ammessi solo con bimbi al seguito), ha aperto le porte a fine novembre a Milano e ospita su 250 metri quadri: 14 postazioni di coworking, 6 sale multifunzione, due aree dedicate ai bambini e tutti i servizi che consentono a chi vi lavora di “rimettere insieme tutto”, non isolando più il lavoro dalla vita.

Come? La chiave sta nella community e nella varietà dei servizi a disposizione: le libere professioniste, le imprenditrici e le dipendenti d’azienda che lavorano a Piano C mettono in comune risorse ed esigenze, e piano C risponde con “servizi salvatempo”, corsi di formazione, momenti di intrattenimento, spazi di relax, convenzioni con il quartiere e così via.

In piano C trova spazio la lavoratrice, grazie alla disponibilità di scrivanie, wireless lan, servizio di segreteria e sale riunioni;  trova spazio il genitore, grazie a un’area cobaby 0-3 anni gestita da professioniste e sempre aperta dalle 8.30 alle 19.00 e a un’offerta di corsi e attività pomeridiane per i bambini più grandi e tutta la famiglia;  e trova spazio la persona, che risparmia il tempo delle commissioni quotidiane (spesa, lavanderia, bollette, riparazioni: se ne occupano i Servizi Salvatempo di piano C) e può scegliere se lavorare, fare un corso di formazione, chiacchierare con le altre coworker oppure fare qualche attività di sviluppo personale (yoga, canto, disegno… tantissimi gli spunti emersi dal sondaggio di Piano C).

Dietro all’idea di piano C ci sono cinque donne che hanno sperimentato in prima persona come le regole che oggi governano il mondo del lavoro, lungi dal renderci più efficienti e produttivi, ci complicano la vita e ci rubano tempo, spesso finendo con l’obbligarci a scegliere dei compromessi che sottraggono risorse all’economia e frenano la crescita delle persone.

“Si possono e si devono invece sperimentare modi nuovi di lavorare- sostiene Riccarda Zezza, co-fondatrice di piano C – “il cambiamento può partire dalle professioni più flessibili, come nel caso dei free-lance, ma deve arrivare anche al mondo aziendale, magari attraverso la porta delle “mamme”: tra le categorie oggi più a rischio di esclusione e discriminazione”.

Per informazioni sul progetto e sui servizi visita il sito di piano C