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La partecipazione alla Fondazione I-CSR

futuro@lfemminile partecipa alle attività della Fondazione I-CSR, alla quale mette a disposizione la sua esperienza e il suo know how in tema di pari opportunità

La fondazione I-CSR
La Fondazione per la Diffusione della Responsabilità Sociale delle Imprese, denominata anche Italian Centre for Social Responsibility (I-CSR), è un centro indipendente che vede tra i fondatori promotori il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INAIL, Unioncamere e Università Bocconi.
Il suo obiettivo è quello di accrescere l’attenzione alla CSR promuovendo la ricerca, la formazione, la diffusione e il confronto in riferimento principalmente alle seguenti aree: 

  • Salute e Sicurezza sul Lavoro 
  • Percorsi educativi permanenti 
  • Bilateralità – partecipazione 
  • Politiche di conciliazione lavoro e famiglia

A presiedere il Comitato Scientifico Condivisione Vita-Lavoro nel 2009 è stata chiamata Roberta Cocco, Responsabile di futuro@lfemminile, affinchè condividesse l’esperienza e il know how del progetto per individuare nuovi modelli di business, di organizzazione e di gestione del lavoro orientate a logiche nuove che valorizzino le persone, con particolare attenzione alle donne.
Questa prospettiva si sta rapidamente imponendo nel mercato del lavoro, che soprattutto in questa difficile congiuntura economica pretende le migliori risorse e personale motivato e fedele ai valori e agli obiettivi aziendali.

Il contesto
I dati italiani sul tema della condivisione vita-lavoro non sono incoraggianti e le cause sono diverse.
In primo luogo ancora oggi le donne sono penalizzate da stereotipi culturali che le costringono in ruoli ormai superati. Nel nostro Paese è tuttora radicato un preconcetto in base al quale la gestione familiare è una prerogativa ancora esclusivamente femminile. Questo significa che le donne non hanno la libertà di scegliere in autonomia di dedicarsi alla cura della casa e dei figli e allo stesso tempo alla carriera e per questo molte antepongono le esigenze della propria famiglia alle loro e non percepiscono come una priorità investire sulla propria crescita professionale. Questo si traduce in un livellamento delle competenze e in una restrizione delle prospettive di carriera, con gravi ripercussioni sul tessuto sociale ed economico del Paese.

Le attività del Comitato Scientifico Condivisione Vita-Lavoro
Per contrastare questo fenomeno il Comitato Scientifico Condivisione Vita-Lavoro sin dai suoi esordi si impegna a favorire il dialogo e l’approfondimento della tematica attraverso lo sviluppo di un database nazionale di azioni positive e partecipando alle iniziative di diffusione dei principi che regolano un corretto rapporto tra tempo dedicato al lavoro e tempo dedicato alla vita privata e alla famiglia.
Inoltre, sta conducendo un’indagine a livello nazionale e locale per delineare la normativa nazionale e regionale vigente sul tema e censire le nuove prassi che si stanno affermando in tante organizzazioni pubbliche e private italiane, affinchè possano fungere da esempio e farsi promotrici di un cambiamento positivo.